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Fashion e lusso, Tiziana Crociani (Ti STYLE iT): ’Il made in Italy come pietra miliare nell’economia globale’

 

 

La crisi sanitaria ha cambiato l’economia globale e le dinamiche economiche ed ha oltremodo evidenziato quanto i mercati siano tra di loro integrati e interdipendenti. Noi imprenditori oggi abbiamo un grande compito; cioè quello di non fermarci di fronte alle difficoltà ma di analizzare le criticità per trasformarle in nuove opportunità fondate sui propri vantaggi competitivi. Proprio il made in Italy con le sue peculiarità quali l’artigianalità, qualità, attenzione ai dettagli, creatività è senza dubbio una leva strategica per l’internazionalizzazione

 

Fashion e lusso, un mercato che guarda al futuro con fiducia. Noi di ‘CUOREECONOMICO’ abbiamo parlato con Tiziana Crociani, fondatrice di Ti STYLE iT, azienda di sviluppo e ricerca, progettazione delle collezioni alto di gamma e produzione in serie dei capi di abbigliamento donna-uomo. Un gruppo solido, con 50 dipendenti e una filiera produttiva di circa 500 addetti con un fatturato in crescita da anni.

 

Siamo dentro la seconda ondata della pandemia: come la sta affrontando la sua azienda?

«E’ una situazione apocalittica, la stiamo affrontando nella maniera più responsabile: adottando precauzioni, comportamenti a salvaguardia della salute di dipendenti e clienti. Abbiamo investito in macchinari per la sanificazione, distanziamento, gel, mascherine seguendo tutti i protocolli. Le aziende, se sono ben gestite, sono le più sicure.

Quello che vediamo però è una deresponsabilizzazione generale delle figure che dovrebbero tenere le redini come medici e governo. I medici bloccano subito a casa al primo sintomo e le segnalazioni intasano le Asl. È una situazione isterica, sicuramente dovevamo arrivarci più preparati ed equilibrati».

 

Il ‘lusso’ quanto sta risentendo di questo momento a livello globale?

«Il mondo della moda e del lusso è fra i comparti che ha sofferto meno, anche se ci sono delle oscillazioni di mercato. Le persone economicamente benestanti non rinunciano al proprio stile di vita, però il lockdown e le chiusure hanno portato la gente a uscire meno perché ci sono meno eventi e meno occasioni e questo ha generato un contraccolpo. Sicuramente ci stanno aiutando molto l’on-line e il digitale, filiere su cui abbiamo investito tanto».

 

 

 

 

Un tema che ci sta particolarmente a cuore è l’internazionalizzazione. Il prossimo GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 del 13 novembre che sarà in edizione DIGITALEVENT tratterà proprio questo tema perché lo riteniamo sempre più strategico per le imprese vincenti. Come vi affacciate ai mercati esteri?

«L’80% del nostro fatturato è dovuto all’export. Tra i mercati di sbocco ci sono la Francia, Inghilterra, Asia e America. In Asia tutto sta procedendo in maniera regolare a tal punto che le vendite sono salite nel mondo del lusso. Assistiamo al fenomeno del revenge spending perché gli asiatici, anche se il prodotto è più caro per ragioni di dazi doganali, comunque acquistano. C’è voglia di vivere a livello psicologico.

Dal mio punto di vista noi abbiamo un vantaggio: il made in Italy resta una pietra miliare nell’economia globale. In questo senso l’internazionalizzazione è un fenomeno imprescindibile. La crisi sanitaria ha cambiato l’economia globale e le dinamiche economiche ed ha oltremodo evidenziato quanto i mercati siano tra di loro integrati e interdipendenti.

Noi imprenditori oggi abbiamo un grande compito, cioè quello di non fermarci di fronte alle difficoltà ma di analizzare le criticità per trasformarle in nuove opportunità fondate sui propri vantaggi competitivi. Proprio il made in Italy con le sue peculiarità quali l’artigianalità, qualità, attenzione ai dettagli, creatività è senza dubbio una leva strategica per l’internazionalizzazione».

 

Il sistema Italia, in questo momento, a livello governativo regionale e nazionale sta supportando le aziende?

«Sicuramente la situazione è difficile per tutti, tuttavia notiamo che il governo sta producendo decreti senza cogliere le conseguenze devastanti di quello che legifera. Ci sono atteggiamenti poco ponderati e le rassicurazioni non sono supportate dai fatti. Si sta vivendo il politichese: per esempio serviva liquidità immediata per poter chiudere le aziende, l’impatto dell’ultimo Dpcm è devastante».

Donna, imprenditrice e manager in un’azienda di successo nel lusso, come coniugare la famiglia, gli impegni spesso all’estero e l’organizzazione in azienda?

«Sono una donna imprenditrice, passionale e pragmatica, sono eclettica e molto focalizzata sugli obiettivi mirando alla concretizzazione della vision. Mio marito lavora in azienda con me ed ho un figlio a cui cerco di dare il massimo supporto. Sono 23 anni che lavoro nel mondo della moda e i sacrifici nella vita privata sono tanti, ma con intelligenza ed equilibrio, stabilendo le priorità, si ottengono gli obiettivi professionali e familiari».  

 

Articolo completo: https://www.cuoreeconomico.com/fashion-e-lusso-tiziana-crociani-ti-style-itil-made-in-italy-come-pietra-miliare-nelleconomia-globale/